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A caccia di pesce, quello giusto è locale!

Oggi La Spesa Non Ti Pesa è al porto di Pesaro con Silvia e Francesca. Entrambe hanno partecipato al laboratorio Ti Cucino La Dieta dedicato al pesce e mi hanno chiesto di fare una spesa “di mare” per conoscere nuove specie ittiche e imparare ad acquistare pesce locale.

Avere la fortuna di vivere in una città di mare come Pesaro, permette di comprare il pesce fresco direttamente dal pescatore e di conoscere come variano le specie ittiche nel corso dell’anno. Mi permetto di fare un parallelo con frutta e verdura: al supermercato trovate tanta varietà tutto l’anno mentre se acquistate da un coltivatore locale il ventaglio di scelta si riduce notevolmente, non per volere del contadino ma per le regole della stagionalità imposte della natura. Quindi comprare il pesce in un banco al porto della vostra città presuppone che vogliate mangiare pesce di stagione, e magari assaggiare qualche specie meno nota ma altrettanto buona.

Banco di pesce al porto di Pesaro

Da un’indagine della Commissione Europea sul consumo di pesce fresco “anche se esistono oltre 20 specie di prodotti ittici ampiamente disponibili in Europa, il 42% del consumo si concentra solo su sei: tonno, merluzzo, salmone, merluzzo giallo, aringhe e cozze. In Europa importiamo più pesce di quanto ne produciamo. Comprando prodotti freschi di origine locale si favoriscono i pescatori locali e si evitano i costi legati a trasporto, lavorazione e magazzinaggio”. Qui in dettaglio.

Anche chi vive lontano dal mare o non ha voglia (o tempo) di recarsi al porto della propria città può mangiare un pesce giusto. In pescheria, come al supermercato, è sempre bene leggere con attenzione l’etichetta che indica:

  • zona di pesca (come nella foto di seguito)
  • modalità di cattura o tipologia di allevamento

Potete scaricare una guida con l’elenco completo delle specie ittiche , le tecniche di pesca o di allevamento da preferire qui.

Che cosa c’entra tutto questo con la dieta?! Aumentare la consapevolezza sull’acquisto di pesce conduce a preferire specie che accumulano meno inquinanti presenti nel mare, come il metilmercurio ad esempio,che è la forma assimilabile del metallo in grado di interagire con il  nostro dna. Inoltre la composizione nutrizionale del pesce varia durante il ciclo di vita della specie ed è influenzata dal mangime utilizzato in caso di allevamento intensivo.

etichetta che mostra la zona di cattura del pesce Mare Adriatico

Spero di aver dato a Silvia e Francesca qualche “dritta” sul pesce fresco da inserire nella loro dieta!

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